CYRILLE AIME’E “Move On: A Sondheim Adventure”

Mack Avenue Records 2019

di FABRIZIO CICCARELLI –

Non c’è Songbook che tenga, nemmeno quando si tratti di quello del celeberrimo Joshua Sondheim, autore delle colonne sonore di Sweeney Todd e A Little Night Music nonché paroliere di West Side Story: se un album cattura l’attenzione per calore/colore/tecnica, allora significa che qualcosa in più del semplice Omaggio c’è. La naturalezza dell’interpretazione di Cyrille Aimée, la spontaneità con la quale canta senza confini stilistici, l’estrema leggerezza del suo Scat e del suo gentilissimo vocalismo mai sopra le righe, mai enfatico, molto “giovane” e morbido nell’approccio a pentagrammi di notevole difficoltà, rendono conto di un pensiero elegante che,  grazie al suo bel sensuale candore, risulta personale, attuale, fluente, mai complicato o manierato, nonostante gli arrangiamenti a volte muovano verso iperboli che di tanto in tanto affiorano nel french touch. Ma in Move On Cyrille ridimensiona il tutto in nome del Jazz e del Funk: una bella tracklist  da palcoscenico nella quale raccoglie i pensieri vocali accarezzando la suadenza della Madeleine Peyroux più parigina e l’affabilità di Norah Jones e Rickie Lee Jones, ma soprattutto l’insuperabile Canto Umano di Billie Holiday e la forte padronanza cromatica di Sarah Vaughan, della quale grazie al cielo fa a meno del compunto e accademico tono da contralto e dell’algido stilismo, volgendo la sua passione più nelle calde tendresses di Ella Fitzgerald e (perché no?) pure del brio soul di Michael Jackson e della Barbra Streisand di The Way We Were, My Heart Belongs to Me e People, volendo proprio parlare di palcoscenico. La jeune madame di Samois-sur-Seine è un’artista di gran classe che sa dominare il proscenio con naturale sicurezza e con uno charme validato peraltro da un’evidente belle présence. Della brava Cyrille riconosciamo il miglior French Touch nel Recitativo di Love I Hear, intenso nel supporto sentimentale del violino alla Stephane Grappelli, nello Swing intimista di Loving You, nel seducente ritmo caraibico di Being Alive, nel manouche di So Many People (Django Reinhardt nel cuore, ci mancherebbe altro), perfino nello straniante minimalista contemporaneo di I remember (entra poco nel contesto ma vale la pena ascoltarlo perché lei è una vocalist colta che cerca ogni forma dell’espressione) ed in tutte quelle pièces che sanno di quel Bop newyorkese (già, a New York vive da 10 anni) inventato in Bistrot e Brasserie.   

 Tracce:

1. When I Get Famous (Intro) – (02:00)

2. Take Me to the World – (03:39)

3. Love, I Hear – (02:52)

4. Loving You – (02:51)

5. Marry Me a Little – (03:05)

6. Being Alive – (04:14)

7. So Many People – (02:41)

8. Not While I’m Around – (04:08)

9. They Ask Why I Believe in You – (01:58)

10. No One is Alone – (05:27)

11. Un Baiser d’Adieu (One More Kiss) – (02:37)

12. I Remember – (05:08)

13. Move On – (05:22)

14. With so Little to Be Sure Of – (03:38)

All compositions by Joshua Sondheim

Line up:

Cyrille Aimée: vocals;

Assaf Gleizner, Thomas Enhco: keyboards;

Jeremy Bruyere: bass;

Yoann Serra: drums;

Abraham Mansfaroll: percussion;

Rubin Kodhelj: cello;

Adrien Moignard, Ralph Lavita, Diego Figueredo, Sebastien Giniaux:guitar;

Rubin Kodhelj: guitar and cello;

Warren Walker, Bill Todd: tenor saxophone;

Maxime Berton: soprano saxophone;

Patricia Bartley: alto saxophone;

Wayne Tucker: trumpet;

Mathias Levy, Fung Chern Hwej, Gregor Huebner: violin;

Julie Goodale: viola.

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